AstaroTheatro: 2004, 2007 e 2008

Barbara Summa in La signorina Papillon

Barbara Summa in La signorina Papillon

La Signorina Papillon

Pièce di Stefano Benni

Ostadetheater
Van Ostadestraat 233d, Amsterdam

28 e 29 marzo 2008 ore 20:30
30 marzo ore 14:30

The making of si trova qui: lasignorinapapillon.blogspot.com
Guardate questo video della Signorina Papillon.

Produzione, recitazione e regia collettiva di:
Rose: Barbara Summa
Armand: Sebastiano Gentile
Constantin Millet: Roberto Bacchilega
Marie Luise: Silvia Terribili

Musica: Tenedle
Videoscenografia: @lbert figurt
Tecnica: Berend Dijk
Fotografia: Alma Anselmi/Antonio Di Maggi
Grafica: Polly
Mobili: Unopiù

Replica
Domenica 19 ottobre ci sarà una replica de La Signorina Papillon al teatro ZIMIHC a Utrecht.
Questa replica viene offerta dal Consolato Generale d’Italia in Amsterdam.
Per ulteriori informazioni: info@ondaitaliana.org

Per un’impressione di questa replica, si veda Radio Cucina.


Anders

Ostadetheater
Van Ostadestraat 233d, Amsterdam

Sabato 30 giugno 2007 ore 17.00
Domenica 1 luglio 2007 ore 14.30

Regia e composizione: Roberto Bacchilega
Consulenza regia e testi: Ineke Holzhaus, Marina Warners/Libreria Bonardi, Daniela Tasca, Marika Viano

Interpreti:
Marika Viano
Silvia Terribili
Daniela Tasca
Barbara Summa
Gilberto Perotti
Sebastiano Gentile
Roberto Bacchilega

Coreografia: Gilberto Perotti
Musiche: Tenedle, Sebastiano Gentile, Roberto Aidala
Scenografie: Gino Calenda di Tavani
Fotografia: Antonio Di Maggio
Video: Werther Germondari, Maria Laura Spagnoli
P.R.: Marika Viano
Tecnica: Berend Dijk


Astaroth

L’Aja 26 gennaio 2004
Utrecht 1 febbraio 2004
Amsterdam 8 febbraio 2004

Testi: Stefano Benni
Regia e direzione del progetto: Roberto Bacchilega

Interpreti:
Sebastiano Gentile (Astaroth)
Marika Viano
Gino Calenda Di Tavani
Barbara Summa
Silvia Terribili
Daniela Tasca (luci e trucchi)
Stefano Vaiarelli (tecnica)
Marco Fiorentini (scelta musiche)

Chi è Astaroth?

Un diavolo irrequieto che si trova a dover giudicare i mortali con l’ausilio delle moderne tecnologie.

Il suo compito non è sempre facile, anche perché col passare dei secoli questo compito gli è diventato sempre più pesante.

Gli spettatori colgono Astaroth in un momento un po’ particolare del suo millenario lavoro: deve giudicare e “smistare” le anime di alcune persone morte da poco durante un incidente stradale:

La prima anima è quella di un Uomo. Egli rappresenta il tipico materialista e arrampicatore sociale. È un personaggio meschino che pur di raggiungere il successo non si fa scrupoli di nessun tipo. Può però diventare un vigliacco qualora incontri qualcuno più forte di lui.

La seconda anima è quella di una Giovane Ragazza. È una figura frizzante e divertente che apparentemente è socialmente e culturalmente impegnata, ma che in realtà si comporta secondo gli slogan e gli stereotipi di un certo intellettualismo di sinistra. Scopriremo che in fondo è soprattutto attratta dalla sensualità delle star cinematografiche.

Il terzo personaggio che si presenta ad Astaroth è un Camionista. Egli non è una vera e propria anima, giacché non è morto, suo malgrado. Attraverso questo personaggio capiremo, infatti, che a volte la morte è più desiderabile di una vita fatta solamente di duro lavoro e frustrazioni.

La quarta anima è quella di una Poetessa. Figura piena di elementi satirici, carica di perversioni e di isterico arrivismo, è un po’ la parodia di un mondo letterario svuotato di contenuti e dedito solo alla forma.

La quinta anima è quella di una Madre. Personaggio chiave a questo punto finale della rappresentazione teatrale. Lei è testimone della metamorfosi in atto che sta interessando il diavolo Astaroth. Ancor di più, con la sua sola presenza la Madre fa sì che questo cambiamento, questa catarsi di Astaroth si compia totalmente.

A questo punto i fatti si sono compiuti e Astaroth può finalmente concludere il suo percorso, che poi corrisponde anche alla fine della rappresentazione.

Astaroth si pone e pone al pubblico una serie di interrogativi inquietanti: “Qual è il ruolo della giustizia?”, “Che senso ha giudicare se poi si commettono nuovi crimini che a loro volta esigono un giudizio?” e ancora “Come trovare la giusta via di mezzo per tutti coloro che non si sentono rappresentati dal concetto di bene e di male come termini assoluti?”

Nonostante la serietà di queste tematiche Astaroth e le anime che gli appaiono in attesa di giudizio, riescono a divertirci e a sorprenderci. E così la risata arriva immediata tra il pubblico, grazie alla grande ironia del testo di Benni così pieno di satira, di paradossi e di umorismo raffinato.